La Religione e La Fede
La religione elabora una spiegazione del destino umano, e conduce a un
comportamento che,attraverso miti,riti, e simboli attualizza l’esperienza del
sacro. Ogni tentativo di definire il concetto di “ religione” circoscrivendo
l’area semantica che esso comprende, non puo’ prescindere dalla constatazione
che esso, al pari di altri concetti fondamentali, e generali della storia, delle
religioni, e della scienza della religione, ha una origine storica precisa, e
suoi peculiari sviluppi che condizionano l’estensione e l’utilizzo. Considerata
questa prospettiva la definizione della “religione”e’ per sua natura operativa e
non reale; Essa, cioe’, non persegue lo scopo di cogliere la “realta’” della
religione, ma di definire in modo provvisorio come ( work in progress), di cosa
sia la “religione” in quelle societa’ e in quelle tradizioni. Oggetto di indagine
e che, si differenziano nei loro esiti, e nelle loro manifestazioni dai modi a noi
abituali” quindi, la “religione” corrisponde al suo modo peculilare di
manifestarsi nella cultura. In altre parole, il fenomeno della religione e’ come
forma specifica della cultura umana e non Divina, ovunque, presente nella storia
e nella geografia, non piu’ di tanto.
By BenedettoXV1
By BenedettoXV1
Detto questo, ora
tutto ci porta ad un cambiamento
fondamentale del modo di rapportarsi con l’intera realtà; tutto appare in una
nuova Luce, si tratta quindi di una vera “conversione”,FEDE è un “cambiamento di
mentalità”, perché il Dio che si è rivelato in Cristo e ha fatto conoscere il
Suo disegno di Amore, ci afferra, ci attira a Sé, diventa il SENSO che sostiene
la vita, la Roccia su cui essa può trovare stabilità. Nell’Antico Testamento
troviamo una densa espressione sulla fede, che Dio affida al profeta Isaia
affinché la comunichi al re di Giuda, Acaz. Dio afferma: «Se non crederete -
cioè se non vi manterrete fedeli a Dio, e non agli idoli fatti di mano
d’uomo- non resterete saldi» (Isaia7,9).
Esiste quindi un legame tra lo stare
e
il comprendere, che esprime bene come la fede sia un accogliere
nella vita la visione di Dio sulla realtà. Lasciare che sia Dio a guidarci con
la sua Parola, e nei Suoi Sacramenti nel capire che cosa dobbiamo fare, qual è il
cammino che dobbiamo percorrere, come vivere. Nello stesso tempo, però, è
proprio il comprendere secondo Dio, il vedere con i Suoi occhi che rende salda
la vita, che ci permette di “stare in piedi” nell’ubbidienza alla fede in
Lui, di non cadere nel laccio dell’ignoranza lell’idolatria perche’ vi e’ un
solo Dio degno di essere adorato, ed un unico Salvatore degno a salvare, guarire
e battezzare col Suo S.Spirito.
Questo “disegno di
benevolenza” non è rimasto, per così dire, nel silenzio di Dio, nell’altezza del
Suo Cielo, ma Egli lo ha fatto conoscere entrando in relazione con l’uomo, al
quale non ha rivelato solo qualcosa, ma Se stesso. Egli non ha comunicato
semplicemente un insieme di verità, ma si E’ auto-comunicato a noi, fino ad
essere uno di noi, ad incarnarsi e trasmetterci la Sua ubbidienza di fede verso il Padre.
l’Avvento, il tempo
liturgico che abbiamo appena iniziato e che ci prepara di volta in volta al
Santo Natale, ci pone di fronte al luminoso mistero della venuta del Figlio di
Dio, al grande “disegno di benevolenza” con il quale Egli vuole attirarci a Sé,
per farci vivere in piena comunione di fede, di gioia e di pace con Lui.
L’Avvento ci invita ancora una volta, in mezzo a tante difficoltà, a rinnovare
con la fede la certezza che Dio è presente: Egli è entrato nel mondo, facendosi
uomo come noi, per portare a pienezza il Suo piano di Amore. E Dio, chiede che
anche noi diventiamo segno della Sua azione nel mondo. Attraverso la nostra
fede, la nostra speranza, la nostra carità, Egli vuole entrare nel mondo sempre
di nuovo e vuol sempre di nuovo far risplendere la Sua luce nella nostra
notte.
La nostra vocazione non è semplicemente esistere nel mondo, essere inseriti in una storia, e neppure soltanto essere creature di Dio; E' qualcosa di più grande: E' l’essere scelti da Dio, ancora prima della creazione del mondo, nel Figlio, (Gesù Cristo) In Lui, quindi, noi esistiamo, per così dire, già da sempre. Dio ci contempla in Cristo, come figli adottivi. Il “disegno di benevolenza” di Dio, che viene qualificato dall’Apostolo anche come “disegno di amore” (Ef 1,5), è definito “il mistero” della volontà divina nascosto e ora manifestato nella Persona e nell’opera di Cristo. L’iniziativa divina precede ogni risposta umana: E' un dono gratuito del Suo amore che ci avvolge e ci trasforma.
By Our Daily Bread.
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